Migranti in mare e blocco porti: comunicato stampa Osservatorio Solidarietà

L’Osservatorio Solidarietà – Carta di Milano | La solidarietà non è reato

denuncia la ferocia e l’illegalità – alla luce degli obblighi imposti dalle convenzioni internazionali – della chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius dell’Ong Sos Mediterranée, con cui il Ministro Salvini ha voluto andare oltre le già gravissime misure anti-profughi assunte dal suo predecessore Marco Minniti. Con questa decisione oltre 600 persone già in gravissime condizioni vengono abbandonate in mezzo al mare senza che la pur generosa offerta spagnola di accoglierle nei porti di Valencia o Barcellona possa risolvere nemmeno il problema immediato, perché il tempo necessario per raggiungere quei porti supera la disponibilità di scorte a bordo e probabilmente anche la resistenza delle persone imbarcate, molte delle quali sono lì perché trasferite da vascelli della Guardia Costiera italiana;

si unisce allo sdegno di quanti – cittadine e cittadini italiani ed europee – non vogliono rendersi complici di politiche votate allo sterminio, per mancato soccorso, promosse da chi non intende affrontare il problema delle migrazioni che investono il nostro tempo in una prospettiva costruttiva di solidarietà, di pace, di rigenerazione dei territori e delle comunità da entrambi i lati delle attuali frontiere;

esige l’immediato ritiro del blocco dei porti italiani, anche in considerazione che un’altra nave di una Ong, la Sea Watch, già carica di naufraghi, è stata bloccata dal ministro Salvini in prossimità delle acque territoriali libiche, che altre centinaia di profughi sono stati raccolti nelle ultime ore da navi mercantili e sono in attesa di una destinazione, e che decine di gommoni stracarichi di fuggiaschi sono già in mare o vi verranno sospinti nei prossimi giorni;

aderisce alle manifestazioni di protesta indette da oggi a tutti i prossimi giorni in diverse città italiane e invita a parteciparvi tutte le persone che non intendono abdicare dalla propria umanità;

ringrazia i sindaci che hanno messo i porti delle loro città (Napoli, Palermo; Taranto; Bari, Reggio Calabria e, forse, Livorno) a disposizione delle navi delle Ong che il Governo italiano intende respingere;

si congratula con il nuovo Governo spagnolo e con i sindaci di Valencia e Barcellona per aver offerto un’alternativa, ancorché difficile da praticare, soprattutto in prospettiva, alle chiusure imposte dal Governo italiano, che peraltro non hanno trovato una reazione adeguata da parte di altri governi europei né da parte delle istituzioni dell’Unione europea;

ribadisce infine che il problema dei profughi non è un’emergenza del momento, ma il frutto avvelenato dell’incapacità e della mancanza di volontà delle forze al governo dei paesi dell’Unione europea nell’affrontare in forme adeguate un movimento di popoli che ha ragioni e sviluppi di carattere secolare. E che proprio per questo non può essere affrontato erigendo barriere fisiche, poliziesche, militari e legislative – e meno che mai illegali – a difesa della Fortezza Europa; ma che deve invece mettere al più presto all’ordine del giorno misure radicalmente diverse: libertà di circolazione, corridoi di ingresso legali, piani di investimento per offrire anche a tutti i nuovi arrivati opportunità di lavoro e di inclusione, possibilità per le comunità migranti presenti in Europa di aver voce nei processi di pacificazione, di ricostruzione e di rigenerazione ambientale, sociale e politica dei loro paesi di origine, blocco non dei porti per chi cerca di raggiungere l’Europa, ma dell’esportazione di armi verso i paesi da cui si è costretti a fuggire.

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