Gruppi di lavoro

Gruppo legale

Si ripetono con frequenza sempre maggiore gli attacchi ai migranti ed agli operatori della solidarietà ed è urgente organizzare iniziative di denuncia e di difesa legale di tutti coloro che ne sono oggetto. Continua il tentativo di criminalizzare le azioni solidali e di dare copertura agli autori privati, ed anche istituzionali, che aggrediscono i diritti fondamentali delle persone e violano i principi di solidarietà affermati nella Costituzione repubblicana.

Appare fondamentale che le attività di difesa legale contro questi attacchi siano strettamente collegate con uno o più spazi di comunicazione pubblica, per uscire fuori dalla dimensione individuale del conflitto e creare un fronte più vasto di difesa e di proposta che coinvolga settori più ampi dell’opinione pubblica. e per questa ragione appare importantissima la creazione di uno spazio specifico nel sito dell’Osservatorio per dare notizia degli attacchi e delle iniziative legali.

Molto spesso l’attività della pubblica amministrazione, in particolare delle prefetture e delle questure, se non dello stesso ministero dell’interno, è improntata al camuffamento della realtà ed alla sostanziale violazione di norme e regolamenti vigenti, con l’adozione di provvedimenti illegittimi e non comunicati nelle forme previste dalla legge, altre volte si assiste a prassi amministrative che neppure si traducono in provvedimenti formali. Per queste ragioni occorre fare l’uso più esteso possibile delle richieste di esibizione degli atti mediante l’invio di posta certificata (PEC), in modo anche da avere copia dei provvedimenti o notizia delle prassi contro le quali è possibile azionare mezzi di ricorso.

Dopo la scadenza elettorale si può prevedere una intensificazione delle campagne di razzismo istituzionale e di odio sociale contro i migranti e chi li assiste. Al di là della rete di associazioni già presente sul territorio, l’Osservatorio dovrà attivare una rete legale di urgenza fortemente coesa, capace di reagire con ricorsi e denunce sia contro provvedimenti amministrativi e giudiziari lesivi dei doveri/diritti di solidarietà, sanciti ancora dalla Carta Costituzionale, che contro gli attacchi che organizzazioni politiche ed altre associazioni private, come i gruppi dell’estrema destra, potranno portare contro gli operatori umanitari ed i migranti.

Occorreranno innanzitutto avvocati esperti nel campo del diritto penale che dovranno denunciare, con un continuo raccordo con gli operatori dell’informazione, tutte le manifestazioni che si ricolleghino ad ideologie fasciste o razziste. Si potrà pure pensare a interventi nei processi che comunque potranno essere aperti in questo campo.

Appare fondamentale, in caso di inerzia dei giudici nazionali, o di violazioni di principi basilari come le regole costituzionali ed internazionali sul giusto processo, basti pensare ai processi intentati contro gli operatori umanitari scardinando la presunzione di innocenza, la possibilità di ricorsi immediati alle corti internazionali, in particolare alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo.

Analoga capacità di ricorso dovrà essere approntata rispetto al prevedibile aumento indiscriminato dei provvedimenti di espulsione e trattenimento amministrativo, in vista del rimpatrio forzato, con una particolare attenzione ai luoghi di frontiera, da Lampedusa fino a Ventimiglia ed al Brennero.

La capacità di denuncia dell’Osservatorio, attraverso un lavoro congiunto del gruppo legale e degli operatori dell’informazione, dovrà comprendere anche la denuncia ai rapporteurs delle principali agenzie internazionali di tutela dei diritti della persona umana, come il Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite, Il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa, l’Agenzia europea per i diritti fondamentali con sede a Vienna.

Rispetto ai casi più gravi di violazione dei diritti umani e dei doveri di solidarietà si potrà ricorrere anche ad organi della giustizia internazionale come la Corte penale internazionale, a cui occorre comunque trasmettere i risultati delle attività di monitoraggio, in relazione ad inchieste che siano già aperte o che vengano aperte autonomamente in futuro, come nel caso delle violazioni del diritto internazionale commesse dalla Guardia costiera libica, con la quale il governo italiano ha stipulato da tempo accordi per bloccare le partenze dalla Libia.

Infine sul piano interno, anche alla luce della possibile apertura di nuove strutture di detenzione amministrativa, e quindi di altri voli di rimpatrio forzato collettivo, sarà fondamentale un continuo contatto con l’Autorità garante per i Diritti delle persone private della libertà personale e con l’Agenzia contro le discriminazioni, affidata di recente a Luigi Manconi. Si tratterà di inoltrare rapporti documentati e di diffondere i risultati delle attività ispettive e di controllo di queste agenzie.

Dal punto di vista delle alleanze invece, il gruppo legale ha già trovato adesione nell’Unione forense per i diritti umani e si propone di chiedere l’adesione e/o il sostegno delle Commissioni diritti umani dei Consigli dell’Ordine degli avvocati delle singole città italiane, del Consiglio nazionale forense ed infine delle associazioni europee ed internazionali di avvocati, impegnati nella difesa dei diritti umani.

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