Acquarius, migranti vittime del braccio di ferro tra Italia e Malta

Il neo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha deciso di chiudere i porti italiani alla nave “Acquarius” dell’ong “Sos Mediterranée” impegnata in un’operazione di ricerca e soccorso in mare al largo delle coste libiche. La decisione del ministro dell’Interno istituisce un precedente grave e pericoloso.

Pericoloso per la tutela della salute e dell’incolumità delle oltre 600 persone che si trovano a bordo della nave, tra cui ci sono 123 minori non accompagnati, 11 bambini e sette donne in gravidanza. Uomini, donne e bambini già provati da mesi di abusi e violenze in Libia e dal viaggio in mare e che rischiano di diventare vittime innocenti del braccio di ferro tra Italia e Malta.

Garantire a queste persone lo sbarco in un porto sicuro, assistenza e cure mediche dove necessarie rappresenta il primo dovere per chi soccorre. Sorprende inoltre il tempismo con cui il ministro dell’Interno interviene sulla questione (in occasione di una giornata elettorale) consultandosi con il ministro dei Trasporti ma non con il ministro degli Esteri.

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